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Il PD parla solo di dimissioni
Limitarsi a chiedere come un disco rotto le dimissioni di Berlusconi significa più che altro cercare un paravento nel tentativo di mascherare la propria debolezza politica e le proprie incertezze.
Dicono che il governo è stato commissariato, ma l’On.Casini aggiunge che anche l'opposizione è stata commissariata allo stesso modo, e dunque è il momento della responsabilità per tutti. Intanto il Governo la sua parte l'ha fatta, varando tempestivamente una manovra salva-Paese, come hanno dimostrato i mercati, e tenendo la porta aperta in Parlamento ai contributi costruttivi (se ci saranno) della minoranza. Ora tocca agli altri, alle opposizioni come alle parti sociali, dimostrare altrettanto coraggio. Alcune richieste del Pd sono già state recepite, come l'innalzamento della tassazione sulle rendite finanziarie, e ci sono sicuramente margini per apportare modifiche significative, come la revisione del contributo di solidarietà. L'importante è che i saldi della manovra restino invariati, e su questo punto la maggioranza, anche i dissidenti in nome del liberalismo, deve rimanere compatta, altrimenti l'Europa e i mercati non ci perdoneranno.
E’ chiaro che un inasprimento della lotta all'evasione fiscale sarebbe accolto positivamente da quel ceto medio che ancora una volta è chiamato a fare i maggiori sacrifici. Ma va sottolineato che il Governo ha rigettato le ipotesi di patrimoniale sugli immobili e sulle ricchezze mobiliari. Quindi niente tasse sulle case o su titoli, azioni o depositi bancari, ma solo un modesto incremento del prelievo fiscale sulla loro redditività. Inoltre si è messo mano a provvedimenti strutturali riguardanti l’accorpamento dei Comuni con meno di mille abitanti e la riduzione delle Provincie: è chiaro a tutti, infatti, che l’Italia non si può permettere di tenere in vita oltre 8.500 Comuni, con 8.500 Sindaci, 8.500 Giunte Municipali, 8.500 Consigli Comunali, 8.500 Segretari Generali, 8.500 “city manager”. Un primo passo nella giusta direzione. Per quanto riguarda le misure di liberalizzazione, è molto positivo che siano state introdotte norme che costringono alla privatizzazione dei servizi oggi appannaggio degli Enti Locali, gestiti sia in forma diretta che attraverso aziende di scopo. Ad eccezione dei servizi di gestione della risorsa idrica, grazie al disgraziato referendum appena celebrato - e appoggiato dal Pd - ad iniziativa di chi pensa ancora di vivere negli anni Settanta. Un'autentica follia che fa il paio con lo sciopero generale "alla greca" già annunciato dalla Cgil. E a proposito di follie, c'è da rimanere stupefatti di fronte alla notizia che il nuovo city manager del Comune di Torino costerà alla collettività oltre 580.000 euro all’anno: alla faccia dell’austerità, della buona amministrazione e della manovra del governo. Se poi Fassino dovrà tagliare le spese del sociale, non si azzardi a dare la colpa ai tagli di Berlusconi.
Il Pd ha due strade davanti a sé: abbracciare la posizione massimalista - e gli accenni alla presunta "macelleria sociale" vanno in questa direzione - oppure chiedere modifiche costruttive alla manovra, improntate al realismo, tenendo presente che i vincoli posti dalla Banca centrale europea - e dall'Unione europea - valgono per il governo, ma anche per l'opposizione. Altro che passo indietro del Governo
PDL Figline Valdarno
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